Quando qualcuno cerca “psicologo a Milano” o “psicologo Torino zona Navigli”, il primo risultato che vede non è un sito web. È Google Maps, con una lista di professionisti ordinati per rilevanza e distanza.
Se il tuo profilo Google Business Profile non è ottimizzato — o peggio, non esiste — non compari. Fine della storia.
Eppure la maggior parte degli psicologi privati ha un GBP abbandonato, compilato male o creato anni fa senza mai più toccarlo. In questo articolo ti spiego cosa cambiare, in che ordine, e perché alcune cose contano più di altre.
Prima cosa: rivendica il profilo se non lo hai fatto
Se cerchi il tuo nome su Google Maps e vedi un profilo con la scritta “Rivendica questa attività”, significa che Google ha creato automaticamente una scheda per te ma non è ancora verificata.
Vai su business.google.com, cerca la tua attività e completa la verifica. Di solito arriva una cartolina postale con un codice, oppure puoi verificare via telefono o video. Ci vogliono 5-7 giorni.
Se non hai ancora nessun profilo, creane uno da zero dallo stesso indirizzo.
La categoria principale fa più differenza di quanto pensi
La categoria “Psicologo” esiste su GBP, ma non è l’unica opzione. Potresti anche selezionare “Psicoterapeuta”, “Studio medico” o “Centro di salute mentale” a seconda di cosa fai esattamente.
La categoria principale dice a Google in quali ricerche mostrarti. Scegli quella più precisa rispetto alla tua attività principale. Le categorie secondarie puoi aggiungerle dopo — ma non esagerare: 2-3 al massimo, altrimenti Google non capisce cosa sei.
La descrizione: scrivi per il paziente, non per te
La descrizione del profilo ha 750 caratteri. La maggior parte degli psicologi la usa per elencare titoli accademici e approcci terapeutici. Il problema è che un paziente che cerca supporto non sa cosa sia la “terapia cognitivo-comportamentale” — o meglio, non è quello il motivo per cui clicca su un profilo piuttosto che un altro.
Scrivi cosa risolvi, per chi, e come lavori in pratica. Un esempio:
“Psicologa clinica a Bologna. Lavoro con adulti che attraversano momenti di difficoltà — ansia, crisi di coppia, cambiamenti di vita. Sessioni individuali in studio e online. Prima consultazione gratuita.”
Chiaro, diretto, utile per chi legge.
Le foto: zero stock, zero selfie fatti male
GBP ti permette di caricare foto dello studio, di te, dell’ingresso dell’edificio. Le foto contano perché il profilo con foto riceve in media il doppio dei click rispetto a quello senza.
Cosa caricare:
- Una foto professionale di te (non necessariamente uno shooting, ma decente)
- Foto dello studio dove ricevi i pazienti — luce naturale se possibile
- L’esterno dell’edificio o l’ingresso, così chi viene per la prima volta riconosce il posto
Cosa evitare:
- Foto sgranate fatte col telefono in malo modo
- Immagini di repertorio con persone sorridenti su sfondo bianco
- Logo come foto principale del profilo — metti una foto tua
Gli orari: tienili aggiornati
Sembra ovvio ma pochissimi lo fanno. Se il tuo GBP dice che sei aperto il sabato e invece non ricevi, il paziente arriva e non trova nessuno — o chiama e non risponde nessuno. Risultato: recensione negativa o semplicemente abbandono.
Aggiorna gli orari ogni volta che cambiano, incluse le chiusure per ferie. Google ha una funzione specifica per le “ore speciali” — usala per Natale, Ferragosto, ponti.
Le recensioni: chiedile, rispondi sempre
Le recensioni su GBP influenzano direttamente quanto in alto compari nelle ricerche locali. Un profilo con 15 recensioni a 4.8 stelle batte quasi sempre un profilo senza recensioni, a parità di distanza.
Il modo più semplice per raccoglierle: alla fine di un percorso positivo, manda al paziente il link diretto alla pagina recensioni del tuo profilo. Google genera questo link nella sezione “Condividi il profilo” del pannello GBP.
Non chiedere recensioni in modo generico — manda il link e dì esattamente cosa fare.
Per quanto riguarda le risposte: rispondi a tutte le recensioni, positive e negative. Non con risposte copia-incolla, ma con una riga personalizzata. Google considera le risposte un segnale di attività del profilo.
I post: lo strumento più ignorato
GBP ha una funzione “Post” che pochi usano. Puoi pubblicare aggiornamenti, offerte, eventi direttamente sul profilo — e compaiono nella schermata che vede l’utente quando cerca il tuo nome.
Non devi pubblicare ogni giorno. Un post al mese con qualcosa di utile — un articolo del tuo blog, un aggiornamento sulle disponibilità, una riflessione su un tema che riguarda i tuoi pazienti — è sufficiente per mantenere il profilo attivo.
I profili attivi tendono a comparire più in alto. Quelli fermi da mesi scendono.
Le domande e risposte: compilale tu prima
Nella sezione Q&A del profilo chiunque può fare domande — e chiunque può rispondere. Il che significa che un concorrente o un utente casuale potrebbe rispondere al posto tuo.
Prenditi mezz’ora e aggiungi tu stesso le domande frequenti con le relative risposte. Cose tipo: “Fai sedute online?”, “Quanto costa una seduta?”, “Accetti nuovi pazienti?”. In questo modo controlli le informazioni che vede chi cerca il tuo profilo.
Quanto tempo ci vuole per vedere risultati
Dipende dalla città e dalla concorrenza. In una città piccola con pochi psicologi su GBP, un profilo ottimizzato può salire in prima pagina in 2-4 settimane. In una città grande come Milano o Roma, ci vuole più tempo — ma comunque mesi, non anni.
La cosa che sposta di più la posizione in tempi brevi è la combinazione di recensioni recenti e profilo compilato completamente. Parti da lì.
Una cosa pratica per iniziare oggi
Apri il tuo profilo GBP adesso e controlla questi tre punti:
- La categoria principale è corretta?
- Hai almeno 5 foto caricate?
- Gli orari sono aggiornati?
Se uno di questi tre manca, inizia da lì. Il resto viene dopo.
Hai bisogno di aiuto per ottimizzare la presenza online del tuo studio? Lavoro esclusivamente con psicologi e psicoterapeuti — contattami per un preventivo gratuito.
