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Rifare il sito senza perdere la SEO: la guida che avrei voluto

La frase che sento più spesso da chi ha un sito vecchio ma funzionante è: “vorrei rifarlo, ma ho paura di perdere le posizioni su Google”. La paura è fondata — un rifacimento fatto male può bruciare in una settimana anni di posizionamento — ma la conclusione sbagliata: la soluzione non è tenersi un sito del 2016, è rifare il sito con la procedura corretta. Eccola, passo per passo, dal punto di vista di chi le migrazioni le fa di mestiere.

Perché si perdono posizioni in un rifacimento

Google non ranka “il tuo sito”: ranka singole pagine, ognuna con il suo URL, i suoi contenuti, i suoi link. Nei rifacimenti disastrosi succede quasi sempre una di queste tre cose:

  1. Gli URL cambiano senza redirect: la pagina /servizi-fresatura/ diventa /lavorazioni/fresatura/ e nessuno lo dice a Google. Risultato: per il motore quella pagina è morta, e con lei la posizione.
  2. I contenuti che rankavano vengono “asciugati”: il restyling moderno taglia i testi (“meno parole, più design”) e con le parole se ne vanno le keyword che portavano traffico.
  3. Il sito nuovo è tecnicamente peggiore: più lento, con heading decorativi invece che gerarchici, immagini da 4MB. Bello da vedere, illeggibile per Google.

Il punto chiave: nessuna di queste tre cose è inevitabile. Sono tutti errori di procedura.

La procedura corretta, in 6 passi

1. Fotografia dello stato attuale

Prima di toccare qualsiasi cosa: esportare da Search Console le pagine che ricevono clic e le query per cui rankano, e crawlare il sito per avere l’elenco completo degli URL. Questa è la mappa di ciò che NON si deve perdere. Se chi ti sta rifacendo il sito non ti ha chiesto l’accesso a Search Console, è un segnale d’allarme.

2. Mappa dei redirect, URL per URL

Ogni URL vecchio deve avere una destinazione nel sito nuovo: identica (ideale), o la pagina più pertinente. I redirect 301 vanno preparati PRIMA del lancio, non aggiunti dopo quando il traffico è già crollato. Per i siti piccoli è un pomeriggio di lavoro; per i cataloghi grandi, uno script.

3. I contenuti che rankano si migliorano, non si cancellano

La pagina che porta traffico si può riscrivere, ridisegnare, ampliare — ma le informazioni (e le ricerche) a cui risponde devono restare. Il copywriter e il designer lavorano DENTRO questo vincolo, non contro.

4. Sviluppo su staging, con SEO tecnica integrata

Il sito nuovo nasce su un ambiente separato: heading gerarchici, meta, schema markup, immagini ottimizzate, performance verificate — tutto pronto prima del go-live, non “da sistemare dopo”.

5. Il giorno del lancio

Redirect attivi, sitemap nuova inviata in Search Console, controllo immediato di 404 e catene di redirect. Il lancio giusto è noioso: se è movimentato, qualcosa è stato saltato.

6. Le 4 settimane dopo

Monitoraggio di Search Console: copertura, 404 emergenti, andamento delle query principali. Un calo fisiologico di pochi punti nei primi giorni può starci; un crollo no — e con la procedura sopra, non arriva.

Quanto costa rifarlo bene

Un rifacimento professionale con migrazione SEO corretta costa tipicamente €1.500–3.500 per un sito vetrina/professionale e sale con cataloghi e multilingua. Il preventivo economico che non menziona redirect, Search Console e migrazione costa meno all’inizio — e molto di più dopo, quando il telefono smette di squillare e serve qualcuno che ricostruisca il posizionamento perso. Ricostruire costa sempre più che preservare.

Il caso peggiore: “abbiamo già rifatto il sito e il traffico è sparito”

Succede, e si può quasi sempre recuperare — più in fretta se si interviene subito: ricostruire la mappa redirect dal crawl del vecchio sito (o dalla Wayback Machine), ripristinare i contenuti che rankavano, sistemare la tecnica. È uno degli interventi di rescue che faccio più spesso, anche per conto di agenzie. Se sei in questa situazione, il tempo conta: scrivimi e guardo i dati.

Le FAQ

Quanto tempo richiede un rifacimento con migrazione? Per un sito vetrina/professionale: 3–5 settimane, di cui la migrazione SEO è la parte invisibile ma decisiva.
Posso cambiare dominio nello stesso momento? Si può, ma è un rischio in più che va gestito (redirect a livello dominio + cambio in Search Console). Se non c’è una vera ragione, meglio un cambiamento alla volta.
Il mio sito è in altra piattaforma: posso passare a WordPress senza perdere la SEO? Sì, la procedura è la stessa: la piattaforma di origine cambia solo gli strumenti del passo 1. La migrazione da builder proprietari (Wix, Squarespace) è tra le richieste più frequenti.

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